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Interviste
VINZE si racconta...
NOME: Andrea
COGNOME: Vineis
SOPRANNOME: Vinze
CATEGORIA: Assoluti
DATA DI NASCITA: 27/07/1983
HOBBY: a parte correre? la musica, leggere, scattare fotografie, viaggiare e stare con le persone che mi fanno stare bene. In sostanza tutte le cose che per mancanza di tempo riesco a fare poco, purtroppo!
CM MAI CORRI? dopo aver giocato a calcio dai 6 ai 24 anni persi a poco a poco gli stimoli e gli interessi per proseguire con il pallone. Riscontrai – forse sono stato solo sfortunato – che anche ai “livelli bassi” come possono essere le nostre squadre locali si era persa la giusta dimensione di sport, sinonimo per me di gioco, aggregazione, gioia e socialità. La misura si colmò quando l’ultimo allenatore che ebbi al Manta mi disse che non mi avrebbe più voluto in squadra, adducendo delle motivazioni che neanche la “Supercazzola con scappellamento a destra come fosse Antani”. Incredibile! Poi, da cosa nasce cosa: comprai le mie prime scarpette e la mia prima tuta nera attillata che mi pareva di essere Diabolik, gettai l’ultimo pacchetto di sigarette per… preparare la non competitiva di Papò!
COSA TI DONA L'ATLETICA? In una parola sola: benessere. Al corpo perché permette di rimanere in forma e farti adottare una mentalità salutista e dinamica a 360°. Alla mente perché permette di conoscere meglio noi stessi attraverso esperienze di vita meravigliose. Penso alle persone fantastiche che ho conosciuto ed al buon tempo trascorso insieme. Credo, in buona sostanza, di essere diventato un Andrea migliore.
DESCRIVICI CHE SEI DIVENTATO ATLETA ALLA MARATONA DI PIACENZA: il mio progetto di podista della domenica (pomeriggio) partì con un obiettivo ben precis la Maratona. Da Papò a New York, per farla breve. Al mio primo allenamento serio con la Podistica Vallevaraita un conclave di esperti master ascoltando il mio ambizioso progetto sentenziò: “la linea di confine tra un onesto podista ed un Atleta è il muro delle 3 ore in Maratona”. Non c’era settimana che ‘sta frase non mi girasse in testa come un loop. Ebbene, il 06 marzo 2011 alla Placentia Marathon il muro è andato giù e ad abbatterlo sono stato proprio io! Che vortice di emozioni! La cosa fantastica è che non mi sono mai sentito parte integrante di una squadra come ora che faccio uno sport prettamente individuale. E’ proprio vero che una gioia non è tale se non la puoi condividere