INTERVISTA al SUPER MISTER GIULIO
NOME: GIULIO
COGNOME: PEYRACCHIA
SOPRANNOME: da militare “PEIO” – da calciatore “LOTHAR”
HOBBY: correre e allenare
TUOI TEMPI PERSONALI: mi piace molto ricordare le 2 Cuneo – Castelmagno (42Km) e le 2 Stroppo-Elva-Stroppo (30Km) fatte quando avevo 17 e 18 anni. La seconda l’ho anche vinta . Nella seconda vita podistica: la maratonina di Sangano chiusa in 1h10’08”, a 39 anni.
PER QUALI MOTIVI LASCERESTI LA PODISTICA? Lascerei la Podistica Valle Varaita nel momento in cui percepissi che i valori in cui credo venissero a mancare. La mia visuale di podistica è a 360°, dove ognuno è importante e può dare il suo contributo atletico-sociale-organizzativo. Se questo si rompe… è il caos.
PER QUALI MOTIVI TI PIACE LA PODISTICA VALLE VARAITA? Mi piace perché è una società attiva con giovanissimi, giovani e meno giovani. Una società con mille sfaccettature che vanno dall’agonismo allo stato puro, il quale ha generato successi incredibili, alla semplice passione di fare una cosa che ti piace e che vuoi trasmettere al mondo intero. Questo mix sta generando gare su gare, allenamenti su allenamenti, viaggi, divertimento, simpatia, autoironia: la capacità di farsi un bagaglio umano di una utilità incredibile! Secondo me il giovane ha da imparare dal meno giovane e viceversa. Essere riusciti tutti assieme a far diventare questo sport prettamente singolo uno sport di gruppo mi inorgoglisce e sono felice di farne parte.
COSA MIGLIORERESTI DELLA PODISTICA VALLE VARAITA? Io credo che non bisogna mai sedersi sugli allori, che c’è sempre da migliorare. Per questo dobbiamo trasmettere ancora di più passione, grinta, voglia di fare per noi e per gli altri, dobbiamo cercare di formare i dirigenti del futur devono essere loro un giorno a guidare questa realtà.
RACCONTACI UN’IMPRESA CHE HAI FATTO Bisogna sempre ricordare l’ultima, la più fresca. A fine agosto sono partito da Lemma e, guidato dall’istinto, ho deciso in modo estemporaneo di proseguire fino al Colle di Sampeyre passando per Pian Pietro di Valmala, Col della Crava, Birrone. 32Km e 1400m di dislivello circa. Un’impresa! Credo che solo una profonda determinazione mi ha portato a concludere una follia simile, dati i miei ormai innumerevoli dolori fisici.
CHE CONSIGLI DAI AI TUOI GIOVANI? Io li ho sempre chiamati “i miei ragazzi”. Adesso c’è qualcosa che non mi quadra sulla loro età perché molti di loro sono già papà o mamma. A parte gli scherzi, ai giovani dico di non accontentarsi di vivacchiare, ma di tirare fuori i loro pregi: ci sono e sono tanti! Questa forse è la prima generazione in cui i figli dovranno lottare più dei genitori. Sono, però, convinto che l’insegnamento che da uno sport di fatica come il nostro, potrà tornarvi molto utile. Non abbiate paura di dialogare, ma soprattutto imparate ad ascoltare, ricordatevi che c’è sempre da imparare. Per chi esige troppo da se stess permettetevi di non essere perfetti e agli altri concedete di poter sbagliare.