DUE GIALLONERI A ROMA
Come anticipato giorni fa...ecco l'inizio di un blog Dematteis che ci terrà informati sulle loro settimane nell'esercito...qui è Martin a raccontarci la sua settimane nella capitale...
'Fa sempre un certo effetto ritrovarsi a Roma, la città eterna, e
camminando un pomeriggio qualunque di metà gennaio in via dei fori
imperiali tra il Colosseo e l'altare della Patria, quella sensazione di
trovarsi direttamente nella storia io, Martin Dematteis, l'ho provata.
L'ho vissuta percorrendo quelle stesse strade che da più di 2000 anni
gente comune così come personaggi importanti, da Giulio Cesare a
Napoleone, hanno calpestato. Trascorro a Roma una settimana per farmi
curare dai terapisti del centro sportivo dell'esercito il problema al
ginocchio sinistro. A parte la mattina, durante la quale mi sottopongo
alle terapie, per il resto della giornata sono molto libero e, appena
posso, esco dalla caserma e con autobus e metropolitana mi reco in
centro. Così come quel freddo pomeriggio di cui parlavo prima, io, un
giallonero trapiantato per una settimana a Roma, mi ritrovo spesso a
camminare ,insieme a gente di ogni razza e colore della pelle, per le
vie e le piazze della città, immerso nella storia del mondo, e
affascinato dalla bellezza della capitale d'Italia. Pochi giorni e un
altro giallonero giunge nella metropoli romana, mio fratello Bernard,
chiamato a correre dall'esercito il campionato ragionale di cross del
lazio che si svolge a Latina domenica 15 gennaio. La gara va bene e con
tenacia Berni giunge terzo. Il percorso gara è vicino a delle
piantagioni di kiwi perchè, come più volte ci ha detto mister Giulio,
Latina è la seconda provincia, dopo Cuneo, che più ne produce in Italia;
così sembra di correre tra Falicetto e Verzuolo e non a 700 km di
distanza. Tornati dalla gara la settimana romana è ormai agli sgoccioli.
Giunto il momento di tornare a casa,un pensiero mi scorre nella mente: è
come se Roma con il suo fascino e la sua bellezza, mi avesse rapito per
una settimana ma, ora, libero, senza paura mi volgo indietro e vedo
quello che dentro mi ha lasciato, in me prevale però la voglia di
tornare a correre, ad allenarmi con il mitico 'gruppone' della squadra ,
per scherzare, ridere,e raccontarvi che per una settimana, Roma, per
quanto grande e diversa sia, almeno dentro di me, si è tinta di
giallonero.'